Si completa così il tabellone riguardante il primo turno di questi Playoff 2011. Stanotte i Grizzlies hanno chiuso la serie 4-2, battendo 99-91 gli Spurs, primi ad ovest. Tra i migliori uno Zach Randolph che mette a referto 31 punti e 11 rimbalzi. Negli ospiti il migliore è Tony Parker, 23 punti per lui. Una sconfitta inaspettata per gli Spurs che in stagione regolare contavano su un record di 61 vinte e 21 perse. Alla fine forse ha pagato la stanchezza, gli Spurs che si sono visti in questa serie erano tutto tranne la bella squadra della regular season. Poco brillanti, stanchi, spenti, poche soluzioni, forse anche sorpresi e incapaci di arginare la coppia Randolph-Gasol. Tutto prima o poi ha una fine, bella o brutta che sia. Anche le storie più belle devono finire. Come si sa, niente è per sempre.
Una vera e propria “dinastia” quella degli Spurs che dal 1999 a oggi ha dominato i parquet della National Bakestball Association.
Popovich, Duncan, Parker, Ginobili, Bowen, Horry sono solo alcuni dei nomi di questa franchigia che ha fatto la storia della Nba degli ultimi 10 anni. Ho avuto la fortuna di vedere giocare i primi meravigliosi Spurs, quelli del primo titolo, ed è stato uno dei motivi che mi ha fatto avvicinare al basket Nba (naturalmente prima è venuto Michael Jordan, il primo grande amore per me). Ancora più fortunato mi sono sentito quando ho potuto assistere alle “Finals” del 2005, la serie finale più bella degli ultimi anni. Da quel momento San Antonio mi ha conquistato. Una squadra con un assetto europeo, un gioco che faceva affidamento più sull’efficacia che sulla spettacolarità, una squadra terribilmente vincente con una mentalità vincente, costruita per un solo scopo, quello di vincere. E così, dopo 4 titoli (1999, 2003, 2005, 2007) anche questa bella storia di basket si avvia alla conclusione. Il tempo scorre per tutti, anche per Tim Duncan, pilastro fondamentale di questa squadra dal 1997, vincitore di due Mvp della stagione, di tre Mvp delle Finals, trascinatore Spurs come nessuno mai aveva saputo fare. Ora però è giusto lasciare spazio ai giovani, ai nuovi campioni. Perchè questi San Antonio Spurs vivranno comunque per sempre negli occhi di migliaia di tifosi. Onore a loro.
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